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Alloro

Alloro
 

 

Clima: le temperature di coltivazione sono quelle tipiche delle regioni a clima mediterraneo. Non sopporta a lungo i valori termici inferiori allo zero

Esposizione: la pianta può essere esposta in ambienti pienamente o mediamente soleggiati, ma riparati dai venti freddi

Coltivazione: adattabile in fatto di terreno preferisce i suoli sciolti, fertili, profondi, ben drenati e con un buon contenuto di sostanza organica, mentre rifugge i terreni troppo compatti soggetti ai ristagni idrici, in questo caso il primo sintomo si manifesta come un imbrunimento delle foglie, in seguito la pianta può subire gravi danni o, addirittura, andare incontro alla morte. Se coltivate in vaso le piantine vanno rinvasate ogni due anni in quanto anche se sono piante che non crescono molto rapidamente, le radici occupano molto spazio

Messa a dimora: la moltiplicazione della pianta può avvenire per seme, per moltiplicazione dei polloni oppure per talea. La semina si effettua in autunno distribuendo i semi in file parallele su un terriccio per semi. Ideale per la germinazione una temperatura intorno ai 20 - 23°C. Le piantine, se si vuole, possono essere riposte in vaso in primavera utilizzando un buon terriccio fertile che rimanga soffice in quanto le piante non gradiscono i ristagni idrici. La moltiplicazione per talea si effettua tra la fine del mese di luglio e settembre prelevando degli apici vegetativi dalle piante lunghi circa 10-13 cm. Per l'Inverno non sono necessarie molte cure, però nelle regioni con clima freddo si rende necessario proteggere le radici con pacciamature per evitare i danni del gelo

 

Irrigazione: moderata. Le piante adulte in piena terra resistono bene alla siccità estiva. Mentre gli esemplari giovani in vaso necessitano di annaffiature un poco più frequenti ma occorre attendere che il terreno si asciughi tra un intervento e l'altro. Attenzione ai ristagni idrici che sono la principale causa di morte delle piante di alloro

Concimazione: ai piedi della pianta in autunno con un concime organico

Raccolta: tutto l'anno. Raccolta:  Le foglie solitamente si raccolgono in qualsiasi periodo dell'anno, però nei mesi di luglio-agosto contengono più aromi, mentre i frutti vengono raccolti a maturità, ad ottobre-novembre. Le foglie vanno essiccate all'ombra.


 

L'alloro (Laurus nobilis) è una pianta appartenente alla famiglia delle Lauraceae. Il nome botanico dell'alloro deriva dal termine latino laus che significa «lode». Diversamente "nobilis" sta per illustre, importante, famoso. Nella mitologia greco-romana l'alloro era una pianta sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria: una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei giochi Pitici o Delfici. Inoltre era un albero sacro poiché considerato l'albero del dio Apollo. È una specie originaria dell'Asia minore, in seguito si è diffusa in tutta Europa. In Italia la pianta è presente nelle zone centro meridionali e in tutto il Mediterraneo, dove l'ampia diffusione spontanea in condizioni naturali ha fatto individuare uno specifico tipo di macchia: la macchia ad alloro o Lauretum. Si tratta della forma spontanea di associazione vegetale che si stabilisce nelle zone meno aride e più fresche dell'area occupata in generale dalla macchia. Mentre nelle zone del nord Italia è quasi sempre coltivata;  si tratta però di una pianta che teme le gelate. Pianta dalle molteplici destinazioni: può infatti essere considerata una semplice pianta ornamentale da tenere in giardino, spontaneizzata nei parchi, presente nelle aiuole cittadine, nei giardini privati e pubblici, utilizzata per le siepi e le bordure, oppure può essere considerata una pianta aromatica da coltivare nell'orto; dalle foglie e se ne possono fare vari usi: in cucina, per aromatizzare carni e pesci, come rimedio casalingo per allontanare le tarme dagli armadi, per preparare decotti rinfrescanti e dalle qualità digestive o pediluvi.

Pianta rustica e sempre verde. Il fusto è eretto, la corteccia verde nerastra. Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella parte superiore e opache in quella inferiore e molto profumate.

Si tratta di una pianta dioica che porta cioè fiori maschili e fiori femminili su piante separate. I fiori, di colore giallo chiaro, riuniti a formare una infiorescenza ad ombrella, compaiono a primavera. Le bacche contengono un solo seme e maturano nei mesi di ottobre e novembre e sono molto aromatiche. Può raggiungere e superare i 3 m in altezza. Il suo sviluppo è piuttosto lento per cui per un bell'effetto ornamentale può valer la pena di acquistare una pianta già di dimensioni interessanti. Se si vuole però dare alla pianta di alloro la forma ad alberello occorre partire da una pianta giovane e tagliare i rami bassi fino a formare progressivamente la forma a sfera. Mentre per gli arbusti che lasciamo crescere a forma libera non è necessario effettuare alcuna potatura.

Nell'area mediterranea sono presenti due varietà: un ibrido da parco e giardini, Laurus nobilis aurea, con profumatissime foglie gialle; e una seconda con foglie lunghe e strette, Laurus nobilis angustifolia.

 

Parassiti e malattie

Malattie

Marciumi

pubblicato il 28-07-2010


I marciumi di colletto e radici sono causati prevalentemente dai funghi delle specie Pythium e Phytophtora, questi attaccano le parti sotterranee delle piante causando ingiallimento e morte della pianta. A causa della loro natura non sono facilmente individuabili e spesso quando si decide di intervenire è troppo tardi poiché lo stato di salute della pianta è alquanto compromesso.

Scheda Marciumi
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